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La fattoria didattica:
un’occasione per la scuola

La scuola deve stare dentro al mondo, deve nutrirsi di lui intrattenendo un incessante dialogo: senza subordinazioni, senza subirlo, senza sacralizzarne i riti, i valori, le espressioni, le richieste. E senza ignorarlo. Deve conoscerlo e approntare gli strumenti per farlo conoscere. Perché è il mondo, la realtà, il vero banco di prova della bontà degli apprendimenti, delle conoscenze che a scuola si costruiscono attraverso il confronto, la ricerca.
... Il mondo, le sue culture, le organizzazioni, le sue tendenze ed i suoi problemi devono costituire la base, l’ispirazione più o meno esplicita di ogni attività a valenza educativa.
La fattoria, la vita che in essa si conduce, è la sottolineatura dell’importanza dell’invisibile rispetto al visibile, della profondità rispetto alla superficie, della sostanza rispetto al marchio, del fare rispetto alla parola. Dunque, fattoria come grande metafora della vita: è storia, dialogo, globalità, sistema, ecologia.
... Competenze tecniche e competenze sociali, si diceva. Un episodio recente credo possa far comprendere ciò a cui alludo. In diversi giornali spagnoli c’era una pubblicità di una scuola: essa mostrava una grande fotografia di Bin Laden con la dicitura: “Osama Bin Laden, ingegnere”. Più sotto si leggeva: “Formare professionisti è facile, il difficile è formare cittadini”.
... Questa idea – avvicinare la scuola alla realtà, al concreto che sta intorno a noi e che ci forma – era presente nel concetto di autonomia scolastica: di organizzazione e di scelta delle didattiche per raggiungere un obiettivo. Una scuola ancorata al proprio territorio, che conosce ed usa i servizi e le opportunità che il territorio offre, che verifica in esso la bontà delle sue conoscenze astratte. È questo un incontro altamente produttivo.
... La Fattoria Didattica non è un astratto, una virtualità; non è una materia di studio, una disciplina, e tanto meno un incontro di discipline. È un sistema complesso, una globalità definita dalla interazione e dalla interconnessione di tutti gli elementi che la compongono: uomini, affetti, linguaggi, tecnologie, piante, animali, pratiche, usanze, miti, culture. È un ambiente che educa, per ciò che è. Occasione per un percorso di scoperte successive, di conoscenze raggiungibili attraverso l’attivazione di tutte le intelligenze del soggetto: sensoriale-corporea, operativa, logica, linguistica, storica, grafica, espressiva. In fattoria bambini e adulti toccano, sentono, osservano, ipotizzano, fanno. Sentono il sapore di ciò che conoscono: vale a dire, incontrano il sapere.
... La fattoria può essere un laboratorio di riflessione, di costruzione di linguaggio, parole, gesti, azioni, ascolto, silenzio, emozioni: tutto questo si connette e si integra con il lavoro della scuola. È un incontro con una cultura diversa, passata. È storia, geografia, misurazione, movimento, relazioni interumane, manipolazione, stupori, scoperte.
... La scuola può imparare tante cose in una relazione di conoscenza con le fattorie, con le pratiche e le esperienze che sono in atto in questo ecosistema. La prima cosa che può imparare è che ogni terreno va dissodato, curato, seminato; e poi c’è il tempo dell’attesa vigile. Nella vita della fattoria, nessun gesto, nessun evento, nessuna azione si esaurisce in se stessa, è in sé compiuta, ma trova il suo pieno significato e la sua concreta finalità in una circolarità di altri gesti, eventi, fenomeni al buon esito dei quali concorrono anche diversi altri elementi: il tempo, il sole, la temperatura, la casualità e, soprattutto, il lavoro delle donne, degli uomini, la qualità del loro operare.
... Gli agricoltori hanno imparato ad accostare con rispetto le individualità di bambini e bambine; si sono convinti di non doverli sovraccaricare di tante parole, che per arrivare alla conoscenza i bambini hanno bisogno di toccare, sentire, assaggiare, immergersi piuttosto che ascoltare; che per arrivare alla conoscenza, devono poter fare, muoversi, annusare, scoprire, dipingere, raccontare, scrivere.
... Prima di ogni comprensione razionale, logica, c’è il sentire.
È ciò che abbiamo perso. È ciò che vorremmo ritrovare.

Da “Guida alle fattorie didattiche della provincia di Modena”
Prof. Mario Benozzo, 2001

attività didattica

Fattoria Magnoni svolge continuativamente esperienze dirette con i bambini per ciò che riguarda la didattica in fattoria e l’educazione alimentare, animazioni in fattoria e a scuola per asili nido, scuole d’infanzia, scuole primarie, proponendo percorsi didattici a tema e progetti specifici direttamente sviluppati con educatori e insegnanti.

Nidi d’infanzia e scuole materne

Visitare una fattoria è un’ottima occasione per evadere dal luogo di vita abituale per esplorare, conoscere attraverso l’esperienza vissuta il mondo agricolo con la sua cultura e le sue tradizioni … per toccare con mano la natura.

Scuola primaria

Attraverso questo ciclo di proposte s’intende fornire agli alunni una conoscenza di base sul sistema ecologico della pianura e sull’importanza della conservazione degli ecosistemi naturali, apprendere procedimenti sull’allevamento degli animali e sulla trasformazione dei prodotti, tramandare usi, costumi e tradizioni della cultura contadina.

Percorsi proposti

4 chiacchere con la natura

Utilizzando i 5 sensi scopriamo nuovi profumi, suoni, sapori, nuove sensazioni che la campagna ci dona, i fiori, le piante officinali, i frutti … ma anche l’erba, la terra e i suoi prodotti, viaggio alla scoperta della natura attraverso osservazioni, giochi sensoriali e attività volte a stimolare i 5 sensi.

il giardino dai mille colori

Anche le piante cambiano vestito ad ogni stagione.
Esploriamo la fattoria, osserviamo la natura e raccogliamo, annusiamo, assaggiamo … ascoltiamo, frutti, fiori e bacche, utilizziamo i pigmenti naturali per colorare i disegni, stoffe, oggetti, ecc... come quando non esistevano i pennarelli e le matite.

la bottega dei giochi dimenticati

Utilizziamo gli elementi naturali e materiale di recupero per stimolare la fantasia.
Costruiamo i giochi del passato: trampoli, burattini, spaventapasseri, aquiloni, mezzi di trasporto, ecc… modelliamo la creta e la pasta naturale come più ci piace.

a tu per tu con gli animali

Conosciamo gli animali della fattoria, osserviamoli, accarezziamoli, ascoltiamo come comunicano, diamo loro il cibo di cui si nutrono, apprendiamo i procedimenti e le tecniche di allevamento e come avviene la trasformazione dei prodotti. Usiamo diversi materiali (creta, pasta naturale, cartone, legno, ecc.) per modellare i nostri nuovi amici, oppure, manipoliamo- trasformiamo i prodotti che ogni giorno ci donano (latte, uova, cera d’api ecc…).

sculture da mangiare

Come produrre le verdure che mangiamo. Impariamo a conoscerle, seminiamole, curiamole e raccogliamole.
Prepariamo fantasiose e gustosissime merende con i nostri ortaggi.
Con acqua e farina prepariamo una pagnottina! Laboratorio di manipolazione della pasta naturale.

ciclo del latte

Dalla coltivazione del foraggio alla mungitura visitando i campi e l’allevamento delle mucche. Proprietà, caratteristiche e proprietà organolettiche del latte, laboratorio del gusto e di trasformazione del latte in burro, yogurt e formaggio.

cosa succede ogni giorno nell’alveare?

Viaggio alla scoperta del mondo delle api, osservazioni dirette, laboratori manuali per sapere tutto quello che ronza attorno a questi piccoli insetti.

l’agricoltura biologica

Che cos’è, quali sono i metodi utilizzati e perché è importante un prodotto biologico.
Visita ai campi coltivati e ai prati stabili dell’azienda alla ricerca delle specie utili e dannose, osserviamo le siepi e riflettiamo sulla loro importanza come corridoi ecologici.
L’importanza della biodiversità.
Costruiamo mangiatoie e nidi artificiali da installare nel giardino della scuola.
Impariamo a leggere le etichette che troviamo sui prodotti.

la gallina sui banchi

Conoscere gli animali della fattoria è possibile anche a scuola, Simona la contadina, ad ogni visita alla classe può far conoscere ai bambini i suoi piccoli amici (api, conigli, caprette, pulcini, anatroccoli, ecc…), svelare mille segreti, offrendo l’occasione di un contatto diretto. Nel rispetto di norme igieniche e della sicurezza ma anche del benessere degli ospiti, è possibile osservare la schiusa delle uova, allevare (per alcuni giorni) pulcini, bruchi, ecc. in classe e rielaborare l’esperienza attraverso laboratori manuali e creativi.

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